In questo articolo
- Il timo è una Lamiacea dalle foglie minute
- I chemiotipi si distinguono anche all'interno della stessa specie
- Non tutti i timi profumano soltanto di timolo
- Le piccole foglie risentono della perdita d'acqua
- L'aroma del timo non serve a coprire quello degli altri ingredienti
- Il timo fresco della bistecca di cavolfiore
- Domande frequenti sul timo
La risposta breve
Thymus vulgaris è una delle principali specie di timo da cucina. Anche al suo interno compaiono chemiotipi diversi per componente prevalente dell'olio essenziale, come quelli al timolo, carvacrolo, linalolo e geraniolo. Nella bistecca di cavolfiore grigliata, il timo fresco aggiunge una nota erbacea agli aromi tostati di cavolfiore, funghi, scalogno e aglio.
Tre indizi per comprendere l'aroma del timo
- Thymus vulgaris è un piccolo suffrutice delle Lamiaceae e una delle principali specie di timo da cucina.
- Anche nella stessa specie compaiono diversi chemiotipi secondo il componente prevalente dell'olio essenziale.
- Nelle erbe fresche contano non soltanto l'aspetto, ma anche la persistenza dell'aroma caratteristico.
In profondità
Il timo è una Lamiacea dalle foglie minute
Thymus vulgaris è un suffrutice delle Lamiaceae, originario dell'Europa sud-occidentale e dell'Italia sud-orientale. Con i suoi steli sottili e legnosi e le piccole foglie opposte, è una delle principali specie usate in cucina.
Il genere Thymus comprende numerose specie, e sul mercato si trovano anche ibridi o cultivar come il timo limone. Foglie piccole e un nome familiare non bastano a considerarli tutti la stessa pianta.
I chemiotipi si distinguono anche all'interno della stessa specie
In diverse regioni europee sono stati identificati Thymus vulgaris ai chemiotipi linalolo, geraniolo, sabinene idrato e timolo. Aggiungendo il tipo al carvacrolo e varie forme miste, la diversità chimica aumenta ulteriormente.
Il chemiotipo classifica la pianta secondo il composto predominante nell'olio essenziale. Spiega perché, anche con lo stesso nome scientifico, possono cambiare la nitidezza dell'aroma e il peso delle note floreali o calde ed erbacee.
Non tutti i timi profumano soltanto di timolo
Nel Thymus vulgaris al chemiotipo timolo, timolo e p-cimene possono costituire una quota importante. Nei tipi al linalolo o al geraniolo emergono invece, come indicano i nomi, rispettivamente linalolo o geraniolo.
Anche se il nome timolo deriva dal timo, non tutti gli oli essenziali di timo sono dominati da questo composto. Per questo l'aroma va letto insieme a cultivar e ambiente di crescita, senza ridurlo a una sola parola.
Le piccole foglie risentono della perdita d'acqua
Il timo fresco ha foglie più piccole e steli più tenaci di molte verdure a foglia, ma continua a perdere acqua dopo il raccolto. Quando le foglie seccano o cadono e gli steli induriscono troppo, si indeboliscono insieme aspetto e aroma.
Il timo non è classificato fra le erbe particolarmente sensibili ai danni da freddo come il basilico. Tuttavia, con una conservazione prolungata possono diminuire oli essenziali e aroma caratteristico, quindi colore e forma non bastano a giudicarne la qualità.

L'aroma del timo non serve a coprire quello degli altri ingredienti
L'aroma del timo non esiste soltanto quando l'erba è abbondante. I composti volatili delle piccole foglie delineano una direzione erbacea precisa anche fra ingredienti profondamente aromatici come verdure e funghi arrostiti.
Quando il timo incontra le note tostate di cavolfiore, funghi e aglio, crea un contrasto verde ed erbaceo anziché ripeterle. È una struttura diversa da quella in cui un solo ingrediente intenso domina il piatto.
Il timo fresco della bistecca di cavolfiore
La bistecca di cavolfiore grigliata comprende cavolfiore arrosto, salsa all'olio della casa, funghi cardoncelli e champignon, scalogno, purè di patate, arancia, sottaceti, aglio, timo fresco, peperoncino rosso e paprica in polvere.
Il timo fresco lascia una nota erbacea breve e netta dopo il profumo tostato di cavolfiore e funghi. La sua freschezza contrasta anche la continuità aromatica di scalogno e aglio arrostiti.

Domande frequenti sul timo
- Il nome timo indica una sola pianta?
- No. Thymus vulgaris è una delle principali specie culinarie, ma il genere Thymus comprende molte specie, ibridi e cultivar.
- Che cos'è un chemiotipo?
- È un tipo chimico distinto, all'interno della stessa specie, dalla composizione dei principali composti dell'olio essenziale.
- Il timolo è il composto più abbondante in tutti i timi?
- No. Oltre al tipo al timolo esistono, fra gli altri, chemiotipi al carvacrolo, linalolo e geraniolo.
- Timo e basilico possono essere conservati alla stessa temperatura?
- Il basilico è particolarmente sensibile ai danni da freddo, mentre il timo non rientra nella stessa categoria. La temperatura adatta cambia da un'erba all'altra.
Scoprite un piatto in cui cavolfiore e due tipi di funghi arrostiti, purè di patate, arancia e sottaceti incontrano il timo fresco.
Scopri la bistecca di cavolfiore




