In questo articolo
  1. Musica di scena nata da una lettera di Ibsen
  2. Comincia in Africa, non in una foresta norvegese
  3. Flauto e oboe illuminano a turno la prima melodia
  4. L'impressione del sole che sorge nasce dall'insieme che cresce
  5. Musica di scena e suite cambiano l'ordine dell'ascolto
  6. Fidarsi del titolo e ascoltare oltre il titolo
  7. Quattro domande per comprendere il paesaggio de «Il mattino»

La risposta breve

«Il mattino» è musica di scena scritta da Grieg per Peer Gynt di Ibsen e funge da preludio alla scena africana del 4º atto. Oggi evoca facilmente una foresta nordica o una quieta campagna all'alba, ma nel dramma il luogo è l'Africa. Il senso del «mattino» nasce meno dalla risposta corretta sul paesaggio che dal flauto e dall'oboe che si scambiano una breve melodia e dal graduale ampliarsi del registro e dell'organico a partire da un volume piano.

Tre indizi che collegano titolo e scena originale

  • «Il mattino» non nacque come paesaggio autonomo: è musica di scena che apre il 4º atto di Peer Gynt.
  • La scena originale è ambientata in Africa e non esistono basi per limitarla al solo paesaggio norvegese di Grieg.
  • L'alternanza di flauto e oboe e il progressivo ampliarsi dell'orchestra creano l'impressione della luce che si diffonde.

In profondità

Musica di scena nata da una lettera di Ibsen

Nell'1/1874 Ibsen chiese a Grieg musica per il proprio poema drammatico Peer Gynt; l'opera debuttò al Christiania Theater nel 2/1876. «Il mattino» fa parte di questa musica di scena Op.23.

Quando più tardi si diffuse nelle suite da concerto, il brano divenne ascoltabile come musica autonoma anche senza conoscere la trama. Conoscere il contesto non limita l'immaginazione: apre una porta ulteriore dentro una melodia diventata fin troppo familiare.

Comincia in Africa, non in una foresta norvegese

«Il mattino» apre il 4º atto del dramma, ambientato in Africa. Ascoltando soltanto la suite è possibile immaginare un paesaggio nordico, ma non si può chiamarlo il luogo originario della scena.

La musica deve allora farci udire necessariamente il deserto? Dalle sole note non si può determinare un unico paesaggio regionale. La posizione drammatica reale e il luogo immaginato dall'ascoltatore possono differire: proprio questo spazio è uno dei piaceri della musica strumentale.

Flauto e oboe illuminano a turno la prima melodia

Nell'introduzione, il flauto avvia sottovoce la melodia e l'oboe la raccoglie con un altro colore. La stessa frase, pronunciata da strumenti diversi, cambia luminosità e consistenza. Al suono leggero e aperto del flauto segue il timbro più concentrato dell'oboe, dando profondità al paesaggio.

La prima volta seguite soltanto la melodia; alla seconda cercate il punto in cui cambia lo strumento; alla terza ascoltate l'armonia che rimane a lungo sotto la linea. L'alternanza melodica e la continuità dello sfondo agiscono insieme per creare lo scorrere del tempo.

L'impressione del sole che sorge nasce dall'insieme che cresce

Il brano non proclama subito il mattino con ottoni luminosi e grande volume. Parte piano e con pochi strumenti; poi registro e organico si allargano e la stessa melodia ritorna in un insieme più ricco. L'ascoltatore può percepire questa accumulazione come luce che si diffonde.

Alla domanda «si sente davvero il mattino?» si può rispondere insieme sì e no. L'impressione dell'ora nasce in modo convincente dai cambi di dinamica, registro e strumentazione; il paesaggio concreto, però, viene aggiunto dalla memoria e dalla cultura dell'ascoltatore. La musica non è una registrazione fisica del mattino, ma una struttura che lo fa immaginare.

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Musica di scena e suite cambiano l'ordine dell'ascolto

Peer Gynt comprende musica per scene come «Il mattino», «La morte di Åse», «La canzone di Solveig» e «Nell'antro del re della montagna». Nel dramma i brani seguono la trama; nelle suite sono riordinati per i contrasti del concerto.

Potete cominciare dal solo «Mattino». Ascoltando poi «La morte di Åse» e «Nell'antro del re della montagna», scoprirete quanto diversamente Grieg sappia creare quiete, dolore e inquietudine con la stessa orchestra.

Fidarsi del titolo e ascoltare oltre il titolo

Un titolo è una porta accogliente per chi si avvicina alla musica classica, ma non impone un'unica scena. L'Africa del dramma, l'immagine nordica diffusa e un mattino della memoria personale possono convivere dentro la stessa melodia.

Mahina Vegan Table propone musica classica nello spazio del ristorante; nel Journal uniamo il contesto originale dietro titoli familiari al movimento reale degli strumenti. Continueremo ad approfondire l'ascolto perché, ovunque incontriate questa melodia, possiate riconoscere il passaggio fra flauto e oboe.

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I girasoli gialli di Mahina Vegan Table

Quattro domande per comprendere il paesaggio de «Il mattino»

L'ambientazione originale de «Il mattino» è la Norvegia?
Il 4º atto di Peer Gynt è ambientato in Africa. Ascoltandolo come musica autonoma, tuttavia, è naturale immaginare altri paesaggi mattutini.
Quale strumento presenta per primo il tema?
Nell'introduzione il flauto avvia il tema e l'oboe lo raccoglie: la loro alternanza è un tratto essenziale.
Quale posizione occupa «Il mattino» nella Suite n. 1 da Peer Gynt?
È il primo brano della Suite n. 1 Op.46.
Senza conoscere il titolo, sembrerebbe comunque un mattino?
Dipende dall'ascoltatore. La struttura che parte piano e amplia registro e numero degli strumenti può suggerire una luce crescente, ma la scena concreta nasce dalla memoria personale.

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