In questo articolo
- 19/8/1965: un incontro diventato disco
- È un concerto, ma il violoncello parla per primo
- La tensione del 1º movimento nasce dai ritorni, non dalla velocità
- Quattro movimenti illuminano lo stesso ricordo a velocità diverse
- La memoria dell'opera posseduta da Barbirolli e dalla London Symphony
- Come ricordare a lungo un brano classico fra un piatto e l'altro
- Quattro chiavi per ascoltare meglio l'incisione del 1965
La risposta breve
Jacqueline du Pré registrò il Concerto per violoncello di Elgar il 19/8/1965 alla Kingsway Hall di Londra, con la London Symphony Orchestra diretta da John Barbirolli. La sua interpretazione, realizzata a vent'anni, rimase una delle incisioni più amate. Al primo ascolto è utile accantonare la fama e concentrarsi sul momento in cui, senza una lunga introduzione orchestrale, il violoncello apre la porta con quattro accordi e sui ricordi che tornano lungo i quattro movimenti.
Tre indizi per entrare in questa registrazione
- Nell'incisione del 1965 suona Jacqueline du Pré, dirige John Barbirolli e l'orchestra è la London Symphony.
- Il concerto ha quattro movimenti e il violoncello entra con accordi fin dalla prima battuta.
- Più che inseguire soltanto i picchi di intensità, ascoltate il ritorno del primo tema e la direzione degli scambi fra violoncello e orchestra: la struttura apparirà più chiara.
In profondità
19/8/1965: un incontro diventato disco
Il Concerto per violoncello di Elgar fu registrato il 19/8/1965 alla Kingsway Hall di Londra. La solista era Jacqueline du Pré, il direttore John Barbirolli e l'orchestra la London Symphony. La registrazione figura fra gli eventi salienti del 1965 nella storia della compagine londinese.
Se si pensa subito alla breve vita di du Pré, si rischia di ascoltare la musica soltanto come presagio tragico. In questa registrazione provate a scegliere punti d'ascolto indipendenti dalla biografia: seguite quanto a lungo il violoncello conduce una frase, se ne conserva la direzione anche nel piano e a quali distanze l'orchestra raccoglie i gesti della solista. Le sue scelte diventeranno concrete.
È un concerto, ma il violoncello parla per primo
L'opera è in quattro movimenti e il primo comincia Adagio–Moderato. Non attende che l'orchestra prepari una lunga scena, come accade in molti concerti, prima dell'ingresso del solista. Dalla prima battuta il violoncello suona quattro accordi risoluti; archi, clarinetti e corni rispondono sottovoce.
Al primo ascolto, più della forza degli accordi, ascoltate il silenzio che li segue. Quando il violoncello chiude la frase, l'orchestra ne raccoglie lo spazio e la viola avvia il tema. Fin dall'inizio, l'opera si sviluppa non tanto come scontro fra solista e orchestra, quanto come memoria che passa da una voce all'altra.
La tensione del 1º movimento nasce dai ritorni, non dalla velocità
Quando il primo tema passa dalla viola al violoncello, registro e colore strumentale trasformano la stessa melodia. Distinguendo il tratto in cui il violoncello sale nel registro acuto dal ritorno del tema iniziale e quieto, si sente chiaramente che il 1º movimento non ripete una sola atmosfera.
Nell'incisione di du Pré, seguite fin dove giunge una frase anziché fermarvi alla forza di una singola nota. Prima di valutare pressione dell'arco e vibrato, individuate il punto d'arrivo della frase: potrete confrontare più precisamente la lunga linea scelta dall'interprete.
Quattro movimenti illuminano lo stesso ricordo a velocità diverse
I quattro movimenti sono Adagio–Moderato, Lento–Allegro molto, Adagio e Allegro–Moderato–Allegro ma non troppo. Nel 2º movimento si possono assumere come segnali le figure rapide; nel 3º la lunga linea solistica; nell'ultimo il ritorno dei materiali precedenti.
Non occorre analizzare tutto in una sola volta. Al primo ascolto basta ricordare il passaggio fra «peso, movimento, lungo canto, avanzata e ricordo». Quando alla fine ritorna qualcosa dell'inizio, il viaggio di quasi mezz'ora sembra chiudersi come un'unica grande frase.

La memoria dell'opera posseduta da Barbirolli e dalla London Symphony
Nel 1919, quando era un giovane violoncellista, Barbirolli suonò come membro della London Symphony alla prima del concerto. 46 anni dopo diresse la stessa orchestra nell'incisione con du Pré. La prima dell'opera e il disco del 1965 si collegano così all'interno della carriera di un solo musicista.
Questo antecedente aggiunge il contesto di un direttore che aveva vissuto in concerto il lungo arco dell'opera. Ascoltate quanto leggermente l'orchestra arretri quando il violoncello viene avanti e, al contrario, come l'insieme recuperi peso nei momenti in cui il solista tace.
Come ricordare a lungo un brano classico fra un piatto e l'altro
Per avvicinarsi alla musica classica non occorre memorizzarne tutto il contesto. Trattenendo una sola scena — i quattro accordi iniziali, il tema della viola, il ricordo finale — l'ascolto successivo cambia. Questa incisione del 1965 è amata da decenni; nella musica stessa, cercate una per una le scene di scambio fra violoncello e orchestra.
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Quattro chiavi per ascoltare meglio l'incisione del 1965
- Quanti anni aveva Jacqueline du Pré al momento della registrazione?
- Aveva vent'anni durante l'incisione del 1965.
- Quanti movimenti ha il Concerto per violoncello di Elgar?
- Quattro. I movimenti rapidi e lenti non si limitano ad alternarsi: i materiali precedenti vengono ricordati fino alla conclusione.
- Occorre ascoltare subito l'intero concerto?
- No. Cominciate dall'apertura del 1º movimento e dal tema introdotto dalla viola; quando saranno familiari, allargate l'ascolto ai movimenti 2, 3 e 4.
- Questa registrazione è l'unica interpretazione corretta?
- No. È un'importante testimonianza storica, ma il confronto con altre interpretazioni fa sentire ancora meglio quanto possano variare tempo, pressione dell'arco ed equilibrio orchestrale.
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